Terapia ormonale e disforia di genere / transessualismo

Il percorso che le persone con incongruenza di genere devono affrontare al fine di adeguare il proprio corpo alla propria identità di genere,  è molto lungo e faticoso. Prevede diversi step: dall’esordio dei sintomi, dal disagio, alla prima richiesta di aiuto, al primo accesso presso un centro specializzato, alla diagnosi, all’inizio di eventuale terapia ormonale e un eventuale intervento chirurgico, e in questi step va incluso anche l’eventuale richiesta di un cambio anagrafico.
I dati di letterature scientifica dicono come grande parte dei soggetti ha un esordio del disagio e della sofferenza in un età molto precoce, intorno agli 11 anni.
Ma questi dati ci dicono anche che poi l’accesso presso un centro specializzato è in  media intorno a 33 anni, c’è quindi un gap di almeno 20 anni, durante il quale si presuppone che il soggetto non abbia  ricevuto  nessun tipo di presa in carico.

E in questi 20 anni si va quindi ad influenzare la fase di sviluppo critico per ogni soggetto: l’adolescenza e la pubertà. Età ancora più critica quando si parla di soggetti  con incongruenza di genere, in quanto le modificazioni corporee si verificano nella direzione sbagliata: opposta a ciò che il soggetto sente di essere.  Prendiamo ad esempio un maschio trans gender, ovvero una femmina biologica che ha un identità di genere più maschile, lo sviluppo della ghiandola mammaria o la comparsa del ciclo mestruale saranno vissuti con estrema sofferenza. Invece una femminatrans gender, ovvero un maschio biologico con il  genere più femminile, cambiamenti come  la comparsa della peluria al volto e corporeo, la preminenza  delle ossa facciali, l’abbassamento del timbro della voce, l’aumento  del volume testicolare e delle dimensioni del pene con la comparsa delle erezioni saranno vissuti con estrema sofferenza.

La fase di sviluppo dell’altezza, inoltre, porterà a un maschio trans gender “troppo” basso e a una femmina trans gender “troppo” altra, entrambi  quindi con la difficoltà di non appartenere al gruppo a cui si ritiene di appartenere.  Tutte questo modificazioni corporee faranno sì che il soggetto con incongruenza di genere avrà difficoltà a confondersi con il gruppo a cui in realtà sente di appartenere, influenzando e complicando le attività tipiche dell’età adolescenziale, come la vita scolastica o l’attività sportiva.  Di fatto la pubertà  viene vissuta come un vero e proprio disastro naturale, che ne devasta il corpo e l’identità psicologica. Ma è un disastro che noi come professionisti possiamo prevedere in quanto sappiamo del suo arrivo e quindi possiamo avere tutte le misure per prevenire determinate difficoltà.

Questo testo è estratto dal nostro video-corso FAD"Identità di genere: questo corpo è mio" e ha come scopo quello di informare e permette di approfondire tematiche legate al corso.

Estratto dalla video lezione della dott.ssa: Alessandra Fisher

Alessandra FISHER
Endocrinologa, SOD Medicina della sessaluità e andrologia
AOU Careggi, Firenze
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