Prescrizioni farmacologiche nelle malattie del tubo digerente

Parliamo oggi delle prescrizioni farmacologiche nelle malattie del tubo digerente. Le malattie  del tubo digerente sono delle malattie ad alta prevalenza. È stato fatto un documento, un paio di anni fa, per le tre principali associazioni dei gastroenterologi universitaria-ospedaliera degli endoscopisti,  per cercare di stabilire quale può essere l'impatto di queste malattie sulla spesa sanitaria. La malattia del reflusso esofageo può arrivare a una prevalenza del 44%, le malattie dello stomaco tra un infezione Helicobacter dell'ulcera intorno al 20%, i disturbi funzionali ad alta prevalenza e poi le malattie dell'apparato digerente distale, tra qui abbiamo sicuramente nell'impatto delle prescrizioni terapeutiche, le malattie infiammatorie croniche intestinali (anche se ovviamente hanno una prevalenza ben diversa da disturbi precedenti) e la malattia diverticolare (di cui ancora non è ben chiara la gestione terapeutica).

È stato fatto uno studio dal osservatorio nazionale sull'impiego dei medicinali che risale a quest'anno (che però è un rapporto  Nazionale nel 2019), ha evidenziato quanto il gruppo degli antiacidi antisecretori gastroprotettori, impatta sulla spesa sanitaria italiana con Il Pantoprazolo che si attesta come spesa intorno a quello delle statine del colecalciferolo.
Da questa analisi, è venuto fuori come la spesa farmaceutica degli inibitori della pompa protonica, è aumentato in questi ultimi anni, continua a esserci un solo utilizzo per tutti questi farmaci e che spesso la propria senza prescrittiva non viene rispettata. L’aumento nell’utilizzo di questi farmaci è legato all’aumento delle patologie acido correlate e  all’estrema efficacia di essi (se la patogenesi è legata alla secrezione acido gastrica). 

C’è da dire che sono prodotti ormai ampiamente disponibili sul mercato e che questa etichetta degli inibitori di pompa come gastroprotettori è come se gli avesse tolto un'importanza farmacologica e avesse giustificato un uso quasi da fitoterapico (un paziente in ambulatorio, per riuscire a capire che stanno facendo una terapia anti segretaria, deve essere richiederlo direttamente). L'uso di questi farmaci è proprio indicato dal nome, sono inibitori della terapia per la  patologia dell’ acido collaterale. Le patologie dell’acido collaterale, sono tutte le malattie che attaccano beneficio da una terapia antisecretoria.
Sono nella patogenesi numerosi disturbi, tra cui: il reflusso gastroesofageo, la malattia peptica, la gastropatia da fans (ed è dovuto da uno sbilanciamento tra i fattori aggressivi e  difensivi). La prevalenza di queste patologie si è modificata negli anni, perché fino al 1980 era molto più prevalente la malattia peptica. Con l'avvento e la scoperta dei batteri, negli ultimi anni, la prevalenza di queste patologie è soprattutto a carico della malattia da reflusso e delle gastropatie da farmaci antinfiammatori non steroidei. Come vi ho detto la patogenesi tutti questi disturbi è sempre vista come uno sbilanciamento fra fattori aggressivi e difensivi fattori aggressivi e sono sempre gli stessi in tutte le patologie (possono essere la secrezione l'aceto peptica o del flusso biliare).

La connessione acido pepetica è sicuramente la più studiata e sicuramente poi il target della l'uso degli inibitori di pompa. Il reflusso biliare è un'entità ancora non ben definita sicuramente presente, i sali biliari effetto detergente per cui possono creare un danno alla mucosa (però è un fattore po' aggressivo che ancora non è non è stato ancora ben definito). I fattori difensivi dell’esofago sono diversi, i piu importanti sono: il corretto funzionamento della barriera antireflusso, la clearance esofagea e la salivazione. Il fattore difensivo invece principale a livello dello stomaco è struttura della barriera mucosale classica, una struttura complessa atta a proteggere l'epitelio ghiandolare mucoso gastrico da un ph estremamente acido luminale (è dovuto a una particolare vascolarizzazione eduna marea alcaica che fa si venga a creare uno strato di muco e di bicarbonato in stretta continuità con le cellule epiteliali). La barriera mucosale gastrica è regolata strettamente dalle prostaglandine (ed è per questo che, quando si parla di una gastropatia da FANS intervengono sul metabolismo delle ciclossigenasi con che porta una riduzione grandine, il danno è proprio a livello di questa struttura.

La  terapia di queste patologie acido correlate gira intorno al termine “gastroprotettori”, che spesso confonde le prescrizioni farmacologiche. In questo termine abbiamo la terapia antisecretoria, ovvero i farmaci che riescono a bloccare la selezione acidi grassi (sono rappresentati dagli inibitori della pompa protonica e dagli antagonisti dei recettori dell' istamina). Abbiamo anche una classe di farmaci che sono gli antiacidi o i protettori della mucosa gastroduodenale, che in realtà vanno a creare uno strato un film sopra la mucosa, aumentano e migliorando le potenzialità della barriera mucosale (per difendersi da la condizione acida presente nel lume). 
 

Questo testo è estratto dal nostro video-corso ECM FAD "Farnaci e cure: oggi" e ha come scopo quello di informare e permette di approfondire tematiche legate al corso.

Estratto della lezione della dott.ssa Carola Severi

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