Malattie Respiratorie

Sono Annamaria Moretti specialista in malattie dell'apparato respiratorio e sono presidente della società italiana di medicina di genere e componente dell'osservatorio Nazionale sulla medicina di genere. Mi è stato affidato il compito di parlare di differenze di genere nelle malattie respiratorie croniche, argomento sicuramente molto interessante e ricco di spunti di discussione.

Come molti di voi sanno, oggi la medicina di genere costituisce uno degli ambiti d'indagine più interessante in sanità e siete tutti a conoscenza del fatto che l'Italia si è dotata di una legge sulla medicina di genere. È stato inoltre pubblicato anche un protocollo attuativo che indica gli obiettivi le aree d'interesse e gli attori dei programmi ed è attualmente operativo un osservatorio Nazionale sulla medicina di genere. Ma in questa sede parleremo anche di malattie respiratorie croniche perché i protocolli internazionali sulla valutazione delle cronicità sottolineano la necessità di riservare una particolare attenzione nella stesura dei programmi operativi a quattro ambiti specifici di patologia (le cronicità respiratorie, cardiovascolari, metaboliche e oncologiche). Le malattie respiratorie croniche costituiscono oggi la quarta causa di morte nel mondo industrializzato e si prevede per il 2030 una proiezione a occupare il terzo posto.

Le cronicità respiratorie sono gravate, non soltanto da un rilevante carico di mortalità, ma anche da un carico notevole di disabilità. La disabilità BPCO correlata è salita, nel 2020, dal nono al quinto posto nella scala. Un ulteriore dato significativo è che le malattie respiratorie croniche, a differenza di altri ambiti di patologia cronica, evidenziano in maniera diversa da quanto avvenuto per altre patologie (per esempio quelle vascolari cardiovascolari), un trend in ascesa in termini di mortalità. Ciò è avvenuto a causa dell'inefficacia nei programmi di prevenzione attuati. Nell'ambito di tutte le malattie respiratorie, la valutazione dei dati epidemiologici relativi a mortalità e disabilità evidenziano come, sia a livello europeo che a livello internazionale, il maggiore impatto sia determinato dalle patologie respiratorie croniche. In termini di gestione delle più recenti modalità di valutazione degli out come, per percorsi che prevedono l'uso d'indicatori di genere, differenze significative possono essere rilevate sia nella diagnosi e nella terapia. Queste disparità sono presenti in: epidemiologia,  fisiopatologia, manifestazioni cliniche, progressione della malattia e risposta al trattamento. Questa rassegna discute le influenze fondamentali del sesso del genere come modificatori delle principali cause di morbilità e mortalità e descrive come le influenze genetiche epigenetiche ormonali nel sesso biologico influenzino la fisiologia e la malattia.

Come costrutti sociali del genere, influenzano nel comportamento delle comunità dei medici e dei pazienti nel sistema sanitario e interagiscono con i percorsi di assistenza. Sollecita inoltre medici ricercatori a considerare il sesso e il genere nel loro approccio alla diagnosi alla prevenzione e al trattamento delle malattie, come un passo necessario e fondamentale verso la medicina di precisione e sottolinea in considerazione delle differenti evidenze cliniche e risposte alle terapie nei due sessi, la necessità di disaggregare i dati secondo indicatori di testo e di genere. Suggerisce inoltre la possibilità di definire dei percorsi secondo indicatori di genere specifici per una migliore prevenzione è una più specifica terapia. In Italia, nel 2016, è stato pubblicato per la prima volta sui quaderni del ministero, un documento ufficiale che definiva in genere determinante di salute, al fine di garantire equità e appropriatezza della cura e sottolineava l'importanza del genere nella politica e nella programmazione sanitaria. In questo lavoro sono descritte evidenze in termini di differenze di genere, pubblicate in ambito in numerose patologie (quali le malattie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, ossee articolari) e della risposta della relativa risposta ai farmaci.

Allo stesso modo, in un recente lavoro che evidenzia lo stato attuale della ricerca e l'importanza di considerare gli  indicatori di sesso e di genere nei disegni degli studi e nell'analisi dei dati, sono state segnalate delle differenze di sesso e genere in ambito respiratorio. Sono state individuate anche differenze inerenti anche agli aspetti anatomici fisiopatologici, riferite sia a patologia dell'adulto: l'asma, la fibrosi cistica, linfangioleiomiomatosi, la Sleep-apnea, la Neonatal and Pediatric Respiratory Distress Syndrome e displasia broncopolmonare. In realtà caratteristiche di genere nel corso dello sviluppo embrionale sono state riportate già in lavori precedenti che descrivevano nei due sessi differenti caratteristiche. Un esempio riferite possono essere i movimenti bucali, che evidenziavano la differenza e lo sviluppo dell'apparato respiratorio nei due sessi (e una più precoce produzione di surfattante nel senso del peso femmina rispetto al feto maschio).

Numerosi lavori hanno segnalato anche le  differenze di sviluppo nei due sessi in relazione alle diverse età della vita dell'individuo e hanno rapportato queste differenze alla comparsa della malattia. Questi lavori hanno evidenziato come, nei due sessi, le diverse dimensioni polmonari e il differente calibro delle vie aeree, oltre l'invecchiamento precoce, predisponga a manifestazioni cliniche peculiari. Tra le malattie respiratorie croniche, la broncopatia cronica ostruttiva, mostra delle evidenti differenze di genere secondo quanto riportato nelle linee guida Gold, che costituiscono oggi il riferimento per la gestione di questa patologia, la BPCO è una malattia prevenibile curabile caratterizzata da una sintomatologia Specifica e da un quadro funzionale peculiare con un impatto rilevante in termini di disabilità e mortalità e un costo di significativo. La definizione di patologia riportata nelle linee guida Gold evidenzia che la BPCO è una malattia comune per la quale possibile definire dei programmi specifici di prevenzione trattamento, è caratterizzata da sintomi respiratori facilmente riconoscibili e persistenti nel tempo e da limitazione al flusso aereo secondario (Sia ad anomalie delle vie aeree che degli spazi alveolari). Queste alterazioni sono causate frequentemente da un'esposizione importante a particelle nocive o gas. Le manifestazioni cliniche e la limitazione al flusso aereo nella BPCO sono determinate condizionate da numerosi fattori, tra questi i più importanti sono: un eziologia legata a fattori di rischio e a fattori legati all'ospite, caratteristiche bio-patologiche particolari (il declino accelerato nella funzione respiratoria, il danno polmonare e la presenza d'infiammazione polmonare o sistemica),  un quadro anatomo-patologico caratterizzato da anomalie delle piccole vie aeree prevalentemente (presenti nel sesso femminile) ed enfisema polmonare prevalentemente (presente nel sesso maschile). Le differenze di abitudine tabagica in entrambi i sessi, quadro di enfisema presente nel sesso maschile e l’ostruzione periferica nel sesso femminile, descrivono quindi una patologia caratterizzata da significative differenze di genere. 

Questo testo è estratto dal nostro video-corso ECM FAD "Farnaci e cure: oggi" e ha come scopo quello di informare e permette di approfondire tematiche legate al corso.

Estratto della lezione della dott.ssa Anna Maria Moretti

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