Criticità medico-legali ai tempi del Covid19

Salve, sono la professoressa Rossana Cecchi, sono professore ordinario di medicina legale ed attualmente direttrice dell'Istituto di Medicina Legale di Parma. Il tema che mi è stato affidato riguarda le criticità medico legali ai tempi del Covid-19. Questo tema, così come tutto ciò che riguarda il Covid-19 è di complessa trattazione perché, come a tutti noto, questa è un'infezione nuova che ha delle caratteristiche sue peculiari che stiamo imparando a conoscere nel tempo e quindi, anche da un punto di vista medico legale, come inquadrare determinate situazioni provocate dal Covid-19, ha richiesto un tempo di rodaggio come per tutti gli altri ambiti.

Ricordo come gli ambiti di interesse della medicina legale siano prevalentemente l'ambito penale, civile, previdenziale e assicurativo, di conseguenza quando il medico legale deve trattare il caso che riguarda una persona può trovarsi ad inquadrare questo caso considerando la persona come cittadino, per esempio quando si parla di prevenzione, come paziente, quando ad esempio si parla di responsabilità professionale, come lavoratore quando si parla di infortunio sul lavoro e come assicurato quando si parla ad esempio di polizza infortuni. Anche per quanto riguarda il Covid-19 dovremmo cercare di affrontare le problematiche che comporta da questi vari punti di vista. L’infezione potrà essere osservata dal medico legale o come malattia, nel senso medico legale del termine, ovvero come un processo dinamico che ha quindi una sua durata nel tempo, o disfunzionale ovvero, che comporta una disfunzione di qualche apparato e abbiamo visto come le disfunzioni del Covid-19 riguardano prevalentemente l'apparato respiratorio, l'apparato cardiocircolatorio, l'apparato renale, ma in pratica tutti gli apparati possono essere interessati, dato che, per quello che si sa sino ad oggi, uno degli effetti più devastanti di questa infezione è quella di favorire la formazione di trombi.

Quindi, a seconda del territorio che raggiungono questi trombi, potremmo avere delle manifestazioni e delle sintomatologie diverse che creeranno delle disfunzionalità e che quindi saranno di interesse del medico legale. Il Covid-19 può anche essere osservato dal medico legale con esiti permanenti dopo la guarigione clinica perché ormai purtroppo stiamo imparando che, anche coloro che sono guariti hanno comunque dei reliquati che sono prevalentemente legati a problemi respiratori, come la polmonite interstiziale. Questi esiti permanenti, ora come ora, non possono ancora, a mio avviso, trovare una collocazione definitiva perché è ancora un elemento sotto studio. Però se dovesse risultare che effettivamente questi reliquati, ovvero problemi respiratori, problemi cardiaci, problemi neurologici oppure problemi renali, dovessero consolidarsi nel tempo e quindi non risolversi callora ci troveremmo sicuramente in futuro anche a considerare un eventuale invalidità permanente, quindi un danno biologico vero e proprio come esito permanente a carico della persona che ha contratto il virus.

Infine, ilCovid-19 purtroppo può anche comportare il decesso della persona, quindi rappresentare la causa di morte del soggetto. Anche da questo punto di vista, come vedremo a breve, sorgono delle questioni medico-legali che devono essere affrontate nel modo più corretto. Qual è il modo più corretto per affrontare dal punto di vista medico-legale qualsiasi situazione, ma in particolare il Covid-19, è quello di avere un quadro definitorio conforme. Quindi noi dobbiamo essere certi, per poter esprimere un giudizio medico legale, di sapere di che cosa stiamo parlando quindi la definizione, in questo caso della malattia, deve essere certa così come deve essere certo, per quanto possibile, il nesso causale della malattia con l'elemento medico legalmente rilevante, ovvero l’esito permanente oppure il decesso. In altre parole, noi dobbiamo essere certi di che cosa sia il Covid-19 e di che cosa comporti, questa definizione deve essere universalmente accettata e condivisa. Questo problema viene affrontato in particolare dagli statistici e dagli epidemiologi perché sono sorte delle discordanze tra i dati statistici dei vari paesi, legati al fatto che non tutti esprimevano una diagnosi di morte seguendo gli stessi criteri degli altri, quindi si è reso necessario uniformare il criterio diagnostico di malattia da Covid-19 e di conseguenza anche di morte,  perché come vedremo non sempre le cose sono chiare e facili da interpretare e da riportare sul certificato di morte. Quindi questo problema definitorio è stato, come ho detto prima, una delle questioni maggiormente dibattute durante il periodo del lockdown. In particolare in Italia è stato affrontato dall'Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con il Gruppo di Lavoro Sovrintendenza Sanitaria Centrale dell'Inail e in collaborazione con l’Istat.

Perciò abbiamo l’Istituto Superiore di Sanità per la salute, l’Inail per l’infortunio sul lavoro e malattie professionali e poi l’Istat per i dati statistici. Ecco che queste tre competenze fondamentali per affrontare e inquadrare il problema del Covid-19 si sono riunite intorno ad un tavolo e nel giugno del 2020 hanno pubblicato il documento “Covid-19: rapporto ad interim su definizione, certificazione e classificazione delle cause di morte “. Questo documento si concentra quindi sulla definizione delle cause di morte, però è utile perché all’interno riporta anche la definizione di caso di Covid-19, quindi ci aiuta anche a capire come viene definito un caso accertato o presunto. Quindi qual è l'obiettivo di questo rapporto? Nel rapporto vengono descritti i criteri standardizzati validi ai fini della definizione, certificazione e classificazione dei decessi per Covid-19 al fine di uniformare le metodologie per l'identificazione dei decessi causati dal virus. In particolare il documento mira a dare una definizione di un decesso da Covid-19, richiamare le regole fondamentali per la corretta certificazione Istat delle cause di morte e quindi vedremo come devono essere compilate le schede di Istat, fornire alcune indicazioni sulla classificazione, quindi la codifica del decesso e poi definire i decessi ai fini della indennità Inail. Come vedete il documento considera quindi la definizione di Covid-19 e quindi anche del decesso, l'inquadramento da un punto di vista statistico quindi le schede di morte, le quali poi danno via alla statistica di decessi per una certa malattia e la classificazione nosografica del Covid-19 ai fini dell'indennità Inail. Tutto questo viene riportato in questo rapporto. Quindi come vedete sono aspetti non solo di rilevanza medico legale ma anche di enorme rilevanza per tutti noi.

Questo testo è estratto dalla video lezione del prof.ssa Rossana Cecchi, dal corso FAD ECM "The Day After - Parte 2" in uscita a novembre. 

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